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Articolo su Il Tempo

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Le Ragioni di Einstein

 

Non � possibile dubitare al giorno d'oggi

delle teorie e delle verit� del grande scienziato
 
 

R. Ruffini

 

IL TEMPO December, 23, 1997

 

 

 

 

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Einstein, Yukawa e Wheeler a Princeton negli anni Cinquanta.

La dedica:

"A Remo Ruffini compagno nella ricerca dei significati pi� profondi della grande teoria di Einstein, John Wheeler 1968"

 

 
    Con una certa sorpresa ho letto domenica 9 novembre scorso il titolo dell’articolo su "Il Tempo": "Cos� sbagli� Einstein", nonch� il relativo sottotitolo "Vacilla il mito dello scienziato, profeta della relativit�…". Sono rimasto ancora pi� sorpreso nel vedere citare correttamente in virgolette alcune mie dichiarazioni, che nulla potevano avere in contrasto con le idee di Einsten e citati, altres�, i lavori importati di due miei ex studenti che sono stati compiuti nell’ultimo decennio con il solo scopo di provare alcune delle predizioni pi� originali e profonde delle teorie di Einstein. I risultati del prof. Khriplovich, in visita presso di noi, che mettono in luce come un lavoro importante e per oltre quarant’anni considerato corretto non sia di fatto in accordo con le teorie di Einstein e quindi sia probabilmente sbagliato, � stato, soprattutto nel titolo e sottotitolo, erroneamente interpretato come un errore da attribuire allo stesso Einstein!
        Incidenti spiacevoli di questo genere sono successi anche in precedenza. Fra i molti ricordo il caso del 28 gennaio 1947 quando addirittura il New York Times annunci� con grande clamore una nuova scoperta del prof. Schroedinger che pensava di aver generalizzato le teorie fisiche esistenti e che pretendeva ridurre le teorie di Einstein a dei semplici casi particolari. Einsten, intervistato dopo quell’articolo, rispose in una forma stupenda e tuttora attualissima: "Io penso che non sia desiderabile presentare al pubblico dei tentativi preliminari… Questi comunicati dati in termini sensazionalistici danno al pubblico idee sbagliate sul carattere del mondo della Ricerca. Il lettore si forma l’impressione che ogni cinque minuti vi sia una rivoluzione nel mondo della Scienza, un po’ come i colpi di Stato in alcune repubbliche piccole ed instabili …". Ricordo, ancora, un altro caso di un mio caro amico, Leonard Schiff, professore a Stanford, che, dopo aver detto ad un giornalista che un certo modello non poteva essere corretto, in quanto in contrasto con le idee di Einstein, scopr�, anche lui con sgomento, l’indomani su un giornale di San Francisco un articolo a tutta pagina dal titolo "Professore a Stanford dimostra che Einstein ha sbagliato".
        In questi giorni sta andando in stampa con la casa editrice Zanichelli la traduzione italiana di un testo, apparso originariamente negli Usa, scritto da Hans Ohanian e da me sulle Teorie di Einstein, sia sulla Relativit� Speciale che sulla Relativit� Generale. Il titolo del volume � "Gravitazione e Spazio-Tempo".
        Nella prefazione ricordiamo: "La Relativit� Speciale � estremamente semplice sia nella sua struttura matematica che nella sua struttura concettuale: essa si sviluppa da un ristretto insieme di considerazioni fisiche elementari, fortificate e illustrate da alcuni esperimenti ideali (Gedanken experiments), usando concetti matematici elementarissimi. Pur tuttavia, l’accettazione della Relativit� Speciale da parte dei fisici fu impedita proprio dalla difficolt� di cogliere questa semplicit� estrema della teoria e di superare quei pregiudizi radicati nelle loro menti da concetti estremamente ristretti acquisiti nell’ambito della cultura tradizionale. Lo sviluppo della Fisica nucleare prima, e della Fisica delle particelle elementari poi, crearono le condizioni per una vasta verifica della Relativit� Speciale e delle sue applicazioni e ne promossero le discussioni nell’ambito della vita quotidiana. Questi nuovi concetti divennero di pubblico dominio, creando una nuova cultura. Basti qui ricordare, ad esempio, la formula relativistica einsteiniana per l’equivalenza fra l’energia e la massa (E = mc al quadrato), cos� drammaticamente ed efficacemente verificata nei processi di fissione e fusione termonucleare, sia nelle bombe che nei reattori di potenza. E’ superfluo sottolineare quanto tutto ci� abbia modificato fondamentalmente, dagli anni Quaranta in poi, la nostra societ� e la nostra cultura".
        Ancora nella prefazione ricordiamo: "La Relativit� � una teoria di estrema complessit�, che si basa su strutture matematiche particolarmente sofisticate e che introduce una visione totalmente nuova dei concetti fisici, mediante l’idea della loro geometrizzazione. I fisici trovarono, questa volta seriamente, difficolt� vere dovendo confrontarsi con concetti e tecniche matematiche totalmente estranei alla cultura scientifica tradizionale. Inoltre la pi� che modesta evidenza sperimentale per le conseguenze osservative della Relativit� generale, nei suoi primi cinquanta anni di esistenza, imped� l’interazione fra questa teoria ed il resto del mondo della Fisica. Nel primo cinquantennio, la Relativit� generale divenne il feudo di un numero ristretto e selezionato di matematici e fisici eccelsi che rimasero incantati dalla profondit� e bellezza della teoria. I loro nomi sono scolpiti nella cultura scientifica di questo secolo: Bargmann, Bergmann, Bondi, de Sitter, Dirac, Eddington, Eisenhart, Fermi, Fock, Friedmann, Hoffman, Infeld, Jordan, Goedel, Klein, Landau, Lemaitre, Levi-Civita, Lichnerowicz, Lifshitz, Moeller, Pauli, Rosen, Schrodinger, Synge, Taub, Weyl, etc. Il contatto fra la Relativit� generale ed il mondo reale degli esperimenti e delle osservazioni cresceva, in quegli anni, di ben poco in un’era dove il resto della Fisica era in una fase a dir poco esplosiva, e non solo in senso figurato …!
        Dal 1967, dopo la scoperta delle Pulsars, questa situazione � cambiata drasticamente. Da un lato, grazie al lavoro di fisici quali Gupta, Feynmann, Thirring e Weinberg, venne lanciato un ponte per superare il baratro che separava la Relativit� generale dalla teorie dei campi tradizionali: sia l’idea di geometrizzazione implicita nella Relativit� Generale che gli aspetti matematici della nonlinearit� delle equazioni di campo ricevettero una salutare iniezione di una vigorosa reinterpretazione ricca di contenuto fisico. D’altro lato, la nascita della astrofisica relativistica cre� una nuova realt� di attivit� sperimentali in cui una moltitudine di effetti relativistici venne ad essere scoperta ed osservata. Diveniva chiaro che la stessa interpretazione di questi processi astrofisici non poteva essere fatta se non sulla base di una teoria che fondasse le sue radici sulla Relativit� Generale. Questi concetti di geometrizzazione sono da allora divenuti di pubblico dominio e ancora una volta siamo stati testimoni della nascita di una nuova cultura.
        Ci trovavamo tutti e due, Ohanian ed io, all’Universit� di Princeton all’inizio di questa nuova era nel 1967. Questo Libro � una testimonianza della comprensione da noi raggiunta, del lavoro da noi compiuto, dell’insegnamento da noi svolto in questo campo."
        Abbiamo dedicato questo volume in italiano nonch� quello originale in inglese a John Archibald Wheeler con lui a Princeton iniziammo alla fine degli anni Sessanta quelle ricerche per comprendere "i significati pi� profondi della grande teoria di Einstein".
        Il dubbitare oggi della validit� delle teorie di Einstein, sia della Relativit� Speciale sia della Relativit� Generale � altrettanto, se non pi� assurdo, di dubitare che l’uso dell’elettricit� o degli idrocarburi abbiano influenzato lo sviluppo della nostra societ�. Ci� contrasterebbe con una impressionante evidenza sperimentale!    

      

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