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Remo Ruffini, Universit� "La Sapienza" - Presidente International Center for Relativistic Astrophisics

UNIVERSIT� ENTI DI RICERCA INDUSTRIE MANAGEMENT E MISMANAGEMENT

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Management e Mismanagement

Desidero anzitutto scusarmi per il linguaggio che user� che potrebbe risultare estraneo ad alcuni di Voi.

Mi baser� in questo breve intervento sulle esperienze personali che ho sviluppato negli anni, prima come professore all'Universit� di Princeton negli USA, poi all'Universit� di Roma come Professore della Cattedra di Fisica Teorica, nonch� per alcuni anni come Presidente del Comitato Scientifico di un Ente di Ricerca e Sviluppo nazionale, l'ASI ed avendo altres� servito in alcuni dei comitati consultivi della National Academy of Science USA per i programmi NASA a lungo termine.

Onde evitare le difficolt� di dialettica e comunicazione di cui sopra cercher� di identificare alcuni fatti cruciali ed obiettivi che a mio avviso conducono alla comprensione della situazione attuale, da tutti considerata traumatica e, rispondendo alla richiesta fattami dal Prof. Elio Borgonovi, di non essere un puro analizzatore negativo dello status quo, indicher� alcune azioni urgenti che, se adottate, potrebbero dare risultati positivi nel prossimo futuro.

Il mondo della Ricerca e dello Sviluppo vede l'interazione fra tre entit�: l'Universit�, gli Enti di Ricerca pubblici e privati, le Industrie. Come primo fatto obiettivo: l'Italia spende nell'istruzione Universitaria fra la met� ed un terzo dei partner Europei.

La stessa proporzione � mantenuta nelle spese degli Enti di Ricerca.

La prima conseguenza immediata � che, senza sorpresa e nonostante l'inventiva italica, il numero dei laureati in materie tecniche e scientifiche nonch� il numero degli ingegneri per migliaia di operai � per l'Italia fra la met� ed un terzo di quello dei partner Europei (Si veda la Tab.1).

E' ancora da notare che in termini assoluti l'investimento pubblico nazionale nei settori di Ricerca e Sviluppo � estremamente rilevante aggirandosi su una spesa annua di oltre seimila miliardi di lire che, di per se', dovrebbe imporre la dovuta attenzione a questo settore.

Tale settore risulta essere oltretutto vitale all'innovazione ed alla produttivit� industriale tutta: nella "Risonanza" e nell'equilibrio dei ruoli fra le Industrie, Enti di Ricerca ed Universit�, come chiaramente compreso negli USA ed in Giappone, risiede il fulcro dello sviluppo sociale ed industriale. Enti che si trovano fortemente fuori equilibrio a livello nazionale mettono, al di l� dei meri aspetti finanziari, vincoli ancora pi� profondi allo sviluppo scientifico, tecnologico ed industriale nazionale con effetti di "anti-risonanza" catastrofica per l'intero sistema.

Essi risultano essere sradicati da quella realt� internazionale con cui viceversa, per le leggi stesse di mercato, l'industria si trova necessariamente a confrontarsi. Questo settore data la sua rilevanza economica e strategica � chiaramente di fondamentale rilevanza per il "management" ma bisogna stare attenti che se la situazione da cui si parte � estremamente lontana da una situazione di equilibrio, con la realt� scientifica e tecnologica internazionale, allora ogni sforzo di coordinamento favorisce il "mismanagement".

ENTI di RICERCA

3.000 Miliardi/Anno

UNIVERSIT�

3.000 Miliardi/Anno

INDUSTRIE

ITALIA

1,4 % PIL

Ing. Ric. x 1.000

lav. 3,1

GRAN BRETAGNA

2,1 % PIL

Ing. Ric. x 1.000

lav. 4,5

FRANCIA

2,4 % PIL

Ing. Ric. x 1.000

lav. 5,2

GERMANIA

2,5 % PIL

Ing. Ric. x 1.000

lav. 6,0

tab.1

Le Universit�

Nelle antiche Universit� mittle-Europee e fino ad alcuni anni orsono anche in Italia, ci si � basati su un sistema che prevede la laurea, la scuola di specializzazione, la libera docenza nonch� dal punto di vista dell'insegnamento, il libero docente, l'assistente, il professore straordinario ed il professore ordinario, inseriti in Istituti e Facolt�. A fronte di alcuni aspetti scientifici positivi di questo sistema ci si trovava di fronte a sperequazioni sociali inaccettabili in una societ� moderna e questo sistema � stato ovunque abbandonato.

Nel sistema statunitense oramai adottato dal 95% delle Universit�, anche da Cina, Giappone, Americhe, Africa ed Australia esiste un Bachelor, il Master, il Ph.D. che rispondono alle differenti necessit� di differenziazione fra istruzione, formazione professionale e Ricerca.

Dal punto di vista dei docenti, quelli della prima fascia, con contratti triennali non rinnovabili pi� di una volta: Research Associates, Lecturers e Assistant Professors.

Una seconda fascia con contratti permanenti (tenure), formata da Associate e full Professors.

Gli uni e gli altri inseriti nei dipartimenti. La dinamica vera delle Universit� nel resto del mondo sta proprio nel ruolo fondamentale dei numerosi e giovani membri dei dipartimenti senza contratti permanenti (prima fascia) che garantiscano il necessario ricambio nel sistema universitario.

In Italia abbiamo iniziato il passaggio dall'antico sistema mittle-Europeo a quello statunitense e ci troviamo a met� del guado ormai da pi� di un decennio e in uno stato di totale paralisi, si veda la Fig.1.

Si sono introdotti i Professori Associati simili a quelli del resto del mondo, si sono introdotti i dottorati di ricerca ed alcuni dipartimenti, che continuano per� a convivere con laurea e Facolt�. Alla nutritissima schiera dei giovani membri di prima fascia nei dipartimenti (di norma pi� di cinque ventenni per ogni full professor) si � sostituita l'unica figura di un (1!) ricercatore con et� media di ben oltre quarant'anni, per ogni professore!

Alla dinamica delle selezioni ed esclusioni su base triennale del resto del mondo si contrappone la nostra situazione di stasi totale, per giunta con concorsi bloccati da oltre un ventennio. Inoltre si introducono normative peculiari che, se confermate, esisterebbero solo da noi, senza alcuna controparte estera od addirittura in controtendenza con la realt� internazionale.

Fra molti esempi basti ricordarne uno: si vorrebbe istituire che un ricercatore, non promosso, dopo nove anni, non venga escluso o sottoposto a scrutinio, bens� automaticamente promosso a professore associato.

Il sistema italiano attuale impedisce l'entrata nell'Universit� di docenti, energie ed idee nuove: ci� � ancora pi� grave in un'epoca che mai, come quella presente, vede uno sviluppo quotidiano delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.

Tutto ci� � offensivo e tremendamente inefficiente per il sistema Universitario che � portato alla paralisi.

Inoltre la situazione Universitaria nel suo insieme � in Italia totalmente fuori equilibrio dal 1968 in poi.

 

SISTEMA MITTLE-EUROPEO

SISTEMA ITALIANO

SISTEMA STATUNITENSE

Professore Ordinario

wpe4.jpg (828 byte)

Full Professor

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Professore straordinario

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Associate Professor

(Libero docente)

Assistente

Assistant Professor

Lecturer

Research Associat e

(tre anni rinnovabili una volta)

Corso di Specializzazione

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Ph.D. (Dr.)

Laurea (Dott.)

wpe1.jpg (875 byte)

Master

Bachelor

tab.1

 

Alla fine degli anni sessanta alcune Universit�, in Italia, Francia, India etc., hanno visto crescere a dismisura i propri iscritti fino a raggiungere e superare i 150.000 studenti.

Si pensi che le maggiori Universit� statunitensi come Princeton e Stanford, dove per� qualche per cento degli studenti raggiunge il premio Nobel, non superano mai i diecimila studenti!

La soluzione di questo problema � stata affrontata e risolta nei paesi esteri.

In Francia, ad esempio, si � adottata la soluzione di smembrare l'Universit� di Parigi in tredici differenti Universit� anonime caratterizzate unicamente da un numero progressivo!

Quest'azione � stata estremamente negativa, ha praticamente distrutto l'Universit� di Parigi che a distanza di alcuni decenni non si � ancora ripresa dallo smembramento di uno dei patrimoni culturali pi� importanti del mondo, formato in molti secoli di vita accademica.

L'Italia, con decenni di ritardo, ha intrapreso, purtroppo, a seguire all'Universit� di Roma questo infausto esempio dell'Universit� di Parigi.

In Fig.2 riporto quello che potrebbe essere il programma intrapreso e che desidero chiamare "Programma Mortadella" se l'affettamento dell'Universit� "La Sapienza" continuasse, secondo il piano intrapreso Roma I, Roma II, Roma III etc.

Questo problema � stato affrontato, con successo, nel resto del mondo con la istituzione di medical-school, di law -school, di politecnici e di Universit� specificamente dirette alle liberal Arts e Sciences, si veda la Fig.3.

Ci� nel rispetto delle esigenze profondamente differenti delle componenti culturali, scientifiche e di lavoro dei membri delle Universit�. In altre parole non ha senso smembrare la mega Universit� "affettandola" indiscriminatamente in tante piccole (in tutti i sensi) Universit�, ciascuna al di sotto della soglia di sviluppo minimale.

L'Universit� bisogna dividerla, s�, ma salvaguardando le affinit� scientifiche e culturali che la caratterizzano imponendo per� il rispetto delle differenti necessit� e dei ruoli.

Per chiarire ancora, le legittime necessit� professionali di un professore di Medicina con ambulatori e pazienti sono necessariamente differenti da quelle altrettanto legittime ma differenti di un professore di Archeologia con siti di scavo nel Medio Oriente.

Le esigenze legittime di un professore di Diritto sono altrettanto legittime ma differenti di quelle di un professore di Fisica che necessariamente � legato ad una realt� di attivit� sperimentali ed osservative per giorni e notti.

Per rispondere a queste necessit� legittime e necessariamente differenti si sono riconosciute nel resto del mondo le differenzazioni di cui sopra.

Sembra auspicabile:

  • specialmente in questo settore strategico, si eviti ogni improvvisazione inventando nuovi criteri e regole nazionali;
  • si adottino, invece, quegli schemi che, testati, provati, verificati ed addottati da miliardi di persone, si sono rivelati di successo;
  • infine, si portino le Universit� italiane allo standard internazionale vigente, nel minor tempo possibile.

 

FACOLT� dell' UNIVERSIT� "LA SAPIENZA"

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ARCHITETTURA

ECONOMIA e COMMERCIO

FARMACIA

GIURISPUDENZA

INGEGNERIA

LETTERE e FILOSOFIA

MEDICINA e CHIRURGIA

PSICOLOGIA

SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE e NATURALI

SCIENZE POLITICHE

SCIENZE STATISTICHE, DEMOGRAFICHE ed ATTUARIALI

SCUOLA di INGEGNERIA AEROSPAZIALE


I      II       III      IV       V      VI       VII      VIII       IX

Fig. 2

 

 

UNIVERSIT� "LA SAPIENZA"

Arts and Sciences
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  • ARCHITETTURA
  • LETTERE E FILOSOFIA
  • SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE NATURALI
  • PSICOLOGIA
  • SCUOLA SPECIALE PER ARCHIVISTI E BIBLIOTECARI
  • SOCIOLOGIA
Law School
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  • GIURISPUDENZA
  • SCIENZE POLITICHE
Business School
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  • ECONOMIA E COMMERCIO
  • SCIENZE STATISTICHE, DEMOGRAFICHE ED ATTUARIALI
Engeneering School o Politecnico
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  • INGEGNERIA
  • SCUOLA DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE
Medical School
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  • FARMACIA
  • MEDICINA E CHIRURGIA

Fig. 3

 

 

Gli Enti di Ricerca

Nel poco tempo che ho a disposizione non desidero sottolineare ancora una volta la disparit� di finanziamenti globali fra gli Enti di ricerca italiani e quelli esteri.

Tale situazione viene spesso citata acriticamente ma a mio avviso non rappresenta necessariamente l'aspetto pi� grave della questione.

Vorrei invece far riflettere su una situazione che considero ancora pi� grave: la maniera in cui tali finanziamenti vengono distribuiti fra i differenti Enti.

Come aneddoto personale, ricordo che ogni anno pur non facendone richiesta ricevo il budget della NASA con le specifiche dettagliate di tutte le spese per l'anno in corso, che vengono regolarmente e puntualmente rispettate.

Come cittadino Italiano se richiedo al Ministero della Ricerca e dell'Universit� (MURST) i dati pi� recenti sugli Enti di Ricerca Italiani ricevo, come ultimi aggiornamenti, i documenti 13 e 19 del MURST che si riferiscono al 1992; se poi si richiedono i bilanci della Agenzia Spaziale Italiana (ASI), non esistono neanche i bilanci consuntivi dal 1994 in poi ...

Nonostante l'inadeguatezza di questi dati e sulla base di quelli pubblicati dalla CEE � possibile tuttavia fare qualche riflessione di insieme che, pur non entrando nei dettagli dei singoli casi, pu� evidenziare uno stato generale preoccupante.

I primi dati di fatto che saltano agli occhi sono:

  • la profonda disparit� nelle tematiche degli Enti di Ricerca, si va dal CNR che copre tutti i settori della conoscenza umana, agli Enti con tematiche di ricerca estremamente settoriali quali, ad esempio, fra i molti settori della fisica quello precipuamente seguito dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN);
  • la assenza, altrettanto evidente e sorprendente, oggi a differenza del passato, di adeguati finanziamenti pubblici in altri settori della fisica o ancora pi� grave nel settore della Medicina e della Biologia. Non esistono in Italia, di fatto, istituti che corrispondano, ad esempio, al National Institute of Health (NIH) statunitense.

Questo dovrebbe farci riflettere prioritariamente sui pericoli non solo economici ma anche morali nell'opportunit� di subordinare totalmente la difesa del nostro stato di salute a studi esteri, senza partecipare direttamente a tali ricerche. Invece di esaminare uno ad uno gli Enti italiani mi limito a considerarne, si veda Fig.4, tre di essi che in un certo senso forniscono un paradigma per la comprensione dello stato italiano nel settore.

L'INFN presentava nel 1996 un budget di circa cinquecento miliardi l'anno.

Con circa 1600 dipendenti di cui 500 ricercatori, 800 tecnici e 300 amministrativi.

Il contributo statale viene ad essere distribuito grosso modo in 300 miliardi alla ricerca e 200 miliardi ai salari.

L'INFN da un punto di vista del puro flusso economico, che ci interessa al momento, � un Ente normale ed in buon equilibrio anche a livello internazionale.

Profonde preoccupazioni vengono invece se si entra nella specificit� delle ricerche in atto: come illustrer� con dati in altra sede.

L'INFN, dopo aver conseguito con successo i propri scopi statutari per un ventennio, si sta, da qualche tempo, espandendo a nuovi settori, ove investire i cospicui fondi di ricerca ottenuti, senza averne le necessarie conoscenze, procedendo a modifiche statutarie e richiedendo giudizi di merito privi delle necessarie garanzie di obiettivit�.

Il paragone fra la situazione dell'INFN e l'ENEA evidenzia subito un ulteriore stato di patologia. Il numero di dipendenti ENEA a fronte di un finanziamento simile a quello dell'INFN, � notevolmente maggiore, di un fattore tre, ed una porzione molto bassa dei finanziamenti va quindi ad attivit� di ricerca.

La mancanza di fondi di ricerca � male comune ad altri Enti di Ricerca nazionali e dimostra uno stato di torpore nella ricerca scientifica (necrosi) preoccupante.

Sottolineo che questa situazione di necrosi, un volta raggiunta, non (dico non) pu� essere semplicemente superata con un mero aumento di fondi.

Lo stato degenerativo di un Ente di Ricerca pu� essere superato solo introducendo tematiche di ricerca e personale di ricerca nuovi che rigenerino la vitalit� culturale e scientifica dell'Ente.

Un puro aumento di fondi porterebbe ad uno stato di sperpero ancora pi� dannoso senza riottenere la produttivit� intellettuale.

L'indicatore economico � senz'altro un parametro necessario per la identificazione dello stato di necrosi, ma si possono avere casi ancora peggiori, di totale assenza di ricerca, con lauti fondi, per la totale assenza di controlli.

L'ENEA ha obiettivamente, per un possibile rilancio dell'Ente, difficolt� ancora maggiori: in un caso unico al mondo si � cercato di modificare le finalit� proprie dell'Ente, ricordo con oltre 4000 dipendenti, dall'oggi al domani, per decreto, mantenendone praticamente intatte le strutture tecniche, scientifiche, gerarchiche ed amministrative.

Non vi �, che io sappia, a livello mondiale un singolo caso di una operazione di questo genere o che, a fortiori, abbia avuto successo.

L'ultimo nato fra gli Enti di Ricerca l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

Nonostante una legge istitutiva molto soddisfacente questo Ente � di gran lunga quello pi� lontano dall' equilibrio.

A fronte di un finanziamento annuo di oltre mille miliardi (paragonabile a quello del CNR con 7500 dipendenti) annovera un centinaio di dipendenti, 98 tecnici, 2 amministrativi, fondi di ricerca 20 miliardi, e fondi di salari 10 miliardi.

Una struttura di questo genere, spacciata per una struttura "agile" e "snella" e "priva di burocrazia", "Promotrice dello sviluppo industriale" non ha eguali al mondo.

Nessun Ente spaziale al mondo n� in Francia il CNES, n� in USA la NASA, n� in Giappone la NASDA e l'ISAS che promuovono con successo lo sviluppo industriale, hanno una struttura scheletrica simile o paragonabile anche lontanamente all'ASI.

La totale assenza di controlli nel flusso economico, rappresentato da un numero di dipendenti amministrativi (2) inferiore a quello di uno sportello bancario rionale, l'assenza di supporti tecnici e scientifici adeguati per garantire una operativit� tecnica anche minimale ha condotto al disastro che � davanti agli occhi di tutti.

Ad un primo Consiglio di Amministrazione � seguito un primo commissariamento, a sua volta seguito da un secondo consiglio di Amministrazione, di nuovo seguito da un commissariamento ed una legge di risanamento ad hoc e da un nuovo consiglio di Amministrazione.

In tutto ci� nulla � stato modificato nella assurda struttura di gestione dell'Ente (!).

Nel contempo un numero raccapricciante di insuccessi tecnologici e scientifici spaziali si sono accumulati con perdite di migliaia di miliardi dell'Erario.

Questi tre casi estremi ben rappresentano la variegata situazione degli Enti di Ricerca nazionali in cui i ricercatori si trovano in situazioni inaccettabili che vanno dalla necrosi scientifica allo sperpero di migliaia di miliardi di fondi pubblici. Sembra auspicabile:

  • Sviluppare Enti su tematiche di Ricerca scientificamente e temporalmente definite e soprattutto nei diversi settori scientifici e tecnologici;
  • Approntare gli strumenti per il controllo della produttivit� scientifica del vaglio dei risultati ottenuti nonch� dei flussi finanziari;
  • Introdurre tematiche nuove di Ricerca e chiudere tematiche obsolete.

ENTE

FONDI ANNUI

DIPENDENTI

RIC./TECN./AMMINISTR.

FONDI RICERCA/SALARI

INFN

500 mld

1.620

500/ 800/ 300

300/200

ENEA

510 mld *

4.300

600/1.900/1.800

80/430*

ASI

1.000 mld

100

-/ 98/ 2

* pi� fondi in gestione

Fig. 4

 

 

 

 

Industrie

Questo � senz'altro il terreno pi� difficile su cui io possa presentare in pochi minuti una analisi dettagliata e mi limiter� ad indicare solo dei punti salienti di una mia esperienza nel campo aerospaziale con una industria statale italiana che pu� avere valenza per certe industrie di stato. Questa esperienza mi ha fatto apprezzare a pieno la differenza fra due parole italiane: disastro e catastrofe. Quando l'interazione costruttiva fra Universit�, Centri di Ricerca ed Industrie si rompe e le industrie pensano di poter assolvere esse stesse al ruolo precipuo dei Centri di Ricerca e delle Universit� ed ad essi si sostituiscono ne sorge generalmente un disastro. Se a far ci� � una industria di stato che puo' permettersi di non avere praticamente vincoli n� economici, n� contrattuali ed esercita impunemente azioni improprie di pressione allora siamo in presenza di una catastrofe.

Ritorner� su questo grave argomento in altra sede. Vorrei invece tornare per un momento, prima di concludere, a delle considerazioni generali. Si � avuto nella storia italiana un solo chiaro caso di interazione positiva fra Industrie, Centri di Ricerca ed Universit� nell'ambito della Chimica con il caso Natta e l'industria delle materie plastiche. Nell'ambito della fisica la situazione � stata molto meno fortunata e si sono avute una serie impressionante di enormi opportunit� mancate: ne citer� solo tre. Non vi � dubbio che le invenzioni di Guglielmo Marconi fatte in Italia, abbiano influenzato pi� di qualunque altra scoperta la qualit� della vita sul nostro pianeta in questo secolo ed � altrettanto vero che quelle idee trovarono il loro terreno di sviluppo industriale, per vari motivi storici, non in Italia ma nelle varie Marconi Companies negli Stati Uniti d'America ed in Inghilterra. Non vi � dubbio, altres�, che nessuna scoperta in questo secolo abbia modificato le relazioni militari e politiche fra le nazioni pi� fortemente che le ricerche sulla fissione nucleare portate avanti dalla scuola di Fisica di Enrico Fermi prima a Roma e poi negli Stati Uniti d'America. Tali ricerche hanno anche avuto ricadute enormi sulle possibili sorgenti energetiche a disposizione per il futuro dell'umanit� nonch� per tecnologie applicate alla bio-medicina. E' un fatto che l'industria italiana, per vari motivi, � rimasta totalmente fuori da questi enormi sviluppi tecnologici ed industriali ed � a tutt'oggi ad un livello inferiore a quello di paesi in via di sviluppo appartenenti a quello che � definito "Terzo mondo".

Non vi � dubbio, infine, che le tecnologie leader di questo ultimo ventennio siano da considerarsi le tecnologie spaziali ed ancora una volta la persona che ha permesso di effettuare le primi ricerche scientifiche dallo spazio e nello spazio aprendo all'uomo l'osservazione dell'intero Universo in lunghezze d'onda fino ad allora inesplorate � stato Riccardo Giacconi, laureato a Milano ed operativo a Boston prima all'American Science ed Engeneering, alla Universit� di Harvard e poi come primo direttore dell'Hubble Space Telescope a Baltimora. Nello stesso campo dei sistemi di lancio l'Italia, grazie all'intuizione di Luigi Broglio, aveva acquisito negli anni sessanta un ruolo importante a livello internazionale, terzo solo dopo USA e Unione Sovietica e primo in Europa. Tutte queste potenzialit� in un settore tanto strategico e vitale non hanno attirato, ancora una volta, in forma dovuta le attenzioni del mondo Industriale Italiano n� di quello dei Centri di Ricerca ma solo quello di un limitato numero di persone all'interno delle universit�.

Situazioni altrettanto gravi possono essere facilmente identificate nel caso della Fusione termonucleare, dei settori delle Biotecnologie, nelle Scienze dei Computers dove stiamo vivendo in Italia esperienze di "doping" ancora connesse ad una industria di stato quanto meno drammatiche, nelle Scienze dei Materiali e cosi via. In un documento di alcuni anni orsono la Confindustria, ha espresso la necessit� che il mondo dell'Universit� e della Ricerca nazionale mettesse a disposizione dell'industria conoscenze e risultati maggiormente adatti ad essere direttamente trasferiti al processo produttivo. I tre casi illustrati sopra dovrebbero far riflettere, invece, verso una attenzione maggiore che il mondo industriale dovrebbe avere verso la vera alta tecnologia che potrebbe essere sviluppata in Italia, evitando, almeno nel futuro, di mancare occasioni decisive, se ancora ci saranno a seguito dei dati della Tab.1! Sembra auspicabile che:

  • si proceda a portare sotto i pi� elementari controlli e regole una certa industria di Stato;
  • si sviluppi un ruolo pi� deciso dell'imprenditoria grande, media e piccola nel settore dell'alta tecnologia.

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